Luca Bottura-L' impopolarità come ragione di vita

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Esaurito

L’Italia è l’unica nazione al mondo in cui la maggioranza berciante si dice fuori dal coro, chi se la prende con le minoranze – neri, omosessuali, iscritti al Pd – sostiene di essere discriminato, e gli evasori fiscali si lamentano con chi paga le tasse. Intanto, i progressisti continuano a inseguire il Centro, che si sposta sempre piú a Destra. Ma non sarà che il consenso è sopravvalutato? Forse, per perdere con stile (o vincere per fortuna) basterebbe dire o fare qualcosa di impopolare. Ecco allora il Manifesto del Partito Impopolare, una brillante disamina della nostra classe dirigente, con pratiche schede sugli attuali partiti populisti e un programma di governo impopolare: la Costituzione, sviscerata punto per punto. Immaginando il discorso introduttivo del premier, il simbolo, il pantheon degli Impopolari e il loro inno, Bottura inocula un vaccino contro tutti i populismi, e sta dalla parte dei proletari, anche quelli che credono di essere borghesi.

BIOGRAFIA

Nato a Bologna il 18 settembre 1967, giornalista, Luca Bottura è un giovane autore di satira da quasi trent’anni. Ha scritto per il Corriere, l’Unità, la Repubblica. Scrive per l’Espresso finché se lo tengono. Conduttore radiofonico per mancanza di prove (“Tagliobasso” su Radiodue, “Mi dia del Play” su Playradio, Lateral su Radio Capital, Tuttorial su Radio Deejay, Forrest con LaLaura su Radio1), una volta ha vinto il Premio di Satira di Forte dei Marmi come co-autore di un programma del suo idolo Rocco Tanica. Che lo ha licenziato. Tre anni dopo l’ha rivinto per “Mission to Marx, dizionario satirico della sinistra, al solo scopo di avere un argomento con cui zittire i pentastellati che lo tacciano di intelligenza con il nemico (entrambi, intelligenza e nemico, dati da tempo per dispersi). Ha scritto anche il libro “Tutti al mare vent’anni dopo”, vendutissimo nei negozi di scherzi di Carnevale, nonché Buonisti un cazzo uscito il giorno prima che le librerie chiudessero per pandemia. Ha detto di lui Enrico Vaime: “Non so chi sia”. Per Einaudi pubbica Manifesto del partito impopolare

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