GINETTA PACELLA E PIETRO BONANNO

In collaborazione con l'associazione nazionale "scuola SAT Claudio Naranjo" e con l'associazione locale "Scuola parentale Claudio Naranjo"

25 Settembre - Seminario Vescovile ore 19:00

Il naufragio della nostra civiltà

Il mondo è in crisi, la lista dei problemi diventa sempre più preoccupante, e l’essere umano si allontana in modo irreversibile da ciò che è vitale ed essenziale. L’educazione, inoltre, piuttosto che svolgere un ruolo di orientamento delle coscienze e dei comportamenti umani verso un’idea di sviluppo sostenibile, è diventata una forma di addomesticamento degli individui ai valori del mercato che si basano sulla competizione e sullo sfruttamento. Eppure, secondo Claudio Naranjo, psichiatra e psicoterapeuta cileno, musicista, antropologo, studioso delle religioni e delle tradizioni spirituali, candidato al Nobel per la pace e ideatore del programma SAT per lo sviluppo olistico della persona, la radice più profonda dei problemi del nostro tempo non è la violenza o il mercantilismo, che pure sono molto gravi, ma la civilizzazione stessa, con la sua radice patriarcale. Per “mente patriarcale”, Claudio Naranjo intende un complesso di funzioni interiorizzate, che agiscono nella società così come a livello intra-individuale e consistono nello schiacciamento dei valori affettivi, emozionali e dell’alterità femminile, e nella repressione e criminalizzazione del piacere e della dimensione istintiva del bambino. E’ proprio nella formazione di insegnanti, attraverso il programma SAT, e nella riforma dell’educazione dei bambini che Claudio Naranjo intravede la possibilità per l’umanità di salvarsi dal naufragio inarrestabile della società patriarcale. Ad Andria è nata la prima scuola parentale ispirata al pensiero di Claudio Naranjo. Si rivolge alle famiglie, con l’intento di organizzare per grandi e piccini contesti di apprendimento esperienziale, possibilmente in natura, prediligendo il gioco libero e le attività destrutturate come porte d’accesso a quel mondo che noi adulti abbiamo perduto: il mondo della spontaneità e della libertà.

Ginetta Pacella e Pietro Bonanno, allievi e stretti collaboratori di Claudio Naranjo, offrono il contributo di questa visione olistica dell’educazione, che non dovrebbe solo informare, quanto piuttosto includere nel suo curriculum una componente affettiva e di spontaneità. Un’educazione di moralità senza moralismi e di essenzialità umana.

E’ previsto un workshop esperienziale della durata di due ore, in cui poter sperimentare concretamente quanto bisogno abbiamo, in quanto insegnanti, genitori e in generale esseri umani, di competenze esistenziali. Il lavoro, seppure di breve durata, basandosi sull’approccio della Gestalt, può offrire ai partecipanti una chiave di lettura interessante del legame profondo che esiste tra i macro-problemi della società e i micro-problemi della nostra vita quotidiana, al punto da poter riconoscere una radice comune: il bisogno di amare e di essere amati.